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indriax Bestiario dei giochi fantasy

Chi compila questo schedario

Pagina rivista il 20 luglio 2026

Mi chiamo Ilaria Bertagni, sono nata nel 1985 e lavoro come catalogatrice in una biblioteca comunale di Prato. Il mio mestiere consiste nel prendere un oggetto, decidere quali campi lo descrivono, compilarli tutti allo stesso modo e non lasciarne nessuno vuoto senza dirlo. Questo sito è quel mestiere applicato a una cosa che con il mio lavoro non c'entra niente.

Perché è nato, e a che ora del giorno

A gennaio 2026 mio fratello mi ha regalato un telefono nuovo, e per un paio di settimane ho preso l'abitudine di giocare nei venti minuti fra la cena e il sonno. Cercavo un gioco di ruolo fantasy, il genere che negli anni Novanta mi teneva sveglia sul computer di famiglia. Ne ho aperti una quarantina.

Quasi tutti erano costruiti sullo stesso principio: il personaggio non lo fai, lo estrai. Apri un pacchetto, ricevi una figura, la potenzi, ne apri un altro. Non è un giudizio morale, è una questione pratica: in quei giochi non riesco a rispondere alla domanda più semplice che esista, cioè quanto costa vedere tutto il gioco. Non esiste una cifra. Esiste una probabilità.

A febbraio ho smesso di cercare e ho aperto un foglio di calcolo con sei colonne. indriax è quel foglio di calcolo diventato leggibile.

Come lavoro davvero

Una voce nuova mi porta via fra le sei e le dieci ore, distribuite su qualche settimana. Buona parte è tempo di gioco: non schedo un titolo che non ho aperto almeno per tre o quattro sedute, perché la struttura commerciale spesso si rivela al terzo giorno e non al primo. Il resto è lettura dei listini, che rileggo per intero il giorno in cui pubblico, perché prezzi e date si muovono.

Non scrivo agli sviluppatori, non chiedo copie omaggio e non avviso nessuno che sto per pubblicare. Non è ostilità: è che una scheda scritta dopo una conversazione cordiale con l'autore diventa un'altra cosa, e non saprei più dove mettere la riga della riserva.

I limiti, elencati perché contano

  • Verifico su iPhone. Le partite le faccio su un telefono Apple. I dati Android li leggo dai listini pubblici, non li provo di persona, e in ogni scheda è indicato di quale negozio parla ciascun numero.
  • Non sono una giocatrice esperta. Su Titan Quest mi fermo puntualmente nella parte ambientata in Egitto e non l'ho mai portato a termine. Se cercate un parere sul bilanciamento delle fasi avanzate, qui non lo trovate.
  • Non do voti. Le stelle che leggete sono quelle dei negozi, riportate con il nome del negozio e il numero di votanti. Un mio voto su cinque giochi non avrebbe alcun valore statistico, e lo so.
  • Leggo l'inglese, ma lentamente. Su tre delle cinque voci l'italiano non c'è, e la fatica che segnalo nelle riserve è fatica mia, misurata sulle mie serate.

Il ritmo

Da tre a cinque voci nuove l'anno, non di più. Correggo invece appena mi accorgo che un prezzo o una data sono cambiati, e quando succede lo scrivo nella scheda anziché sovrascrivere in silenzio. Se trovate un numero sbagliato, scrivetemelo: è il tipo di messaggio a cui rispondo per primo.